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- Data di creazione 19/02/2026
- Ultimo aggiornamento 19/02/2026
I RAGAZZI DEL '99
La resistenza sul Piave era sentita come una questione di vita o di morte, dal giovane tenente al plotone di contadini meno che ventenni da lui comandati, tutti avvertono un senso di coesione sociale e la necessità di un impegno indifferibile. La riscoperta della Patria e la nascita di un comune sentire nell’ora del pericolo, la battaglia e la vittoria di Vittorio Veneto, provocati da una tremenda sconfitta, avevano reso tutti consapevoli dei rischi e della sorte collettiva. In queste dinamiche si inserisce la vicenda dei “ragazzi del ‘99” , coscritti negli elenchi della leva del 1917, compivano diciotto anni e potevano essere impegnati sul campo di battaglia. I primi contingenti, circa 80.000, furono chiamati nei primi quattro mesi del 1917, alla fine di maggio altri 180.000, altri ancora nel mese di luglio. Nonostante le misure prese per garantire l’affluenza dei militari ai corpi di appartenenza designati, per la grave crisi degli effettivi che colpì l’esercito a metà del 1917, le unità di prima linea divennero molto eterogenee sia per provenienza regionale che per corpo.

Centro Studi Primo Carnera a Pordenone