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  • Data di creazione 12/08/2025
  • Ultimo aggiornamento 12/08/2025

IL PURGATORIO DI DANTE

Costruito specularmente all'Inferno, inteso quindi non più come voragine, ma come montagna, nel Purgatorio anche l'ordine dei peccati risulta capovolto rispetto all’Inferno: il cammino di Dante è infatti dal peccato più grave a quello più lieve (ancora una volta la lussuria, ovvero l'amore che eccede nella misura). La montagna del Purgatorio è suddivisa in 3 zone: l’Antipurgatorio, il Purgatorio e il Paradiso terrestre. Il Purgatorio, a sua volta, è suddiviso in sette cornici, nelle quali si espiano i sette peccati capitali, nell’ordine dal cerchio più basso (peccati più gravi) a quello più in alto (peccati meno gravi): superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola e lussuria. Al contrario dell’Inferno, dove domina il colore rosso fiamma, il colore del Purgatorio è più tenue, con una bellissima luce delicata che lo avvolge. È l’alba del terzo giorno, 10 aprile domenica di Pasqua, quando Dante e Virgilio raggiungono la spiaggia dell’Antipurgatorio dove incontrano Catone, custode del secondo regno dell’oltretomba. La costellazione dei Pesci è già sopra l’orizzonte, offuscata dalla luce del Sole che sta sorgendo nella costellazione dell’Ariete, precedendo Venere, molto luminosa in cielo. In questo scenario, nel cielo soffuso dell'alba, vedono apparire l'Angelo nocchiero che traghetta le anime dei purganti. Dante si sofferma nel secondo ripiano della spiaggia, in compagnia dei negligenti, fino alla notte. All'alba del quarto giorno, lunedì 11 aprile, inizia l’ascesa del monte del Purgatorio in compagnia di Virgilio, con un cammino, anche questo, tra la sofferenza del peccato e della punizione. Nel Purgatorio si trovano le anime che in vita hanno commesso peccati meno gravi per poi pentirsi, e quindi attendono, speranzosi, di poter salire in cielo e raggiungere il Paradiso. Per purificarsi, devono pensare ai loro peccati e ricordare, con rimpianto e con un po’ di nostalgia, i loro errori e la loro vita terrena. Qui però, a differenza dell’Inferno dove la pena è eterna e le anime non vedranno mai la luce, i peccatori scontano la pena per purificarsi e diventare degni di essere ammessi al regno di Dio, e quindi più ci si avvicina al Paradiso terrestre e più le pene sono lievi e le anime che Dante incontra esprimono sentimenti di carità e letizia. L’ascesa è faticosissima e, per evitare di cadere nel vuoto, talvolta deve procedere quasi carponi, tenendosi come può alle pareti di roccia. Dante indica spesso l’ora del giorno facendo riferimento alla posizione del Sole sull’orizzonte. I due si fermano al tramonto, prima di arrivare alla quarta cornice. Dall'alba al tramonto del quinto giorno, martedì 12 aprile, il poeta sale dalla quarta alla settima cornice del Purgatorio ed a sera si ferma con Virgilio a riposare prima di raggiungere il Paradiso Terrestre. Dall'alba a mezzogiorno del giorno seguente Dante sosta nel Paradiso Terrestre, dove compie i riti che lo rendono "puro e disposto a salire a le stelle". A questo punto, Virgilio abbandona il suo ruolo di guida: spetta a Beatrice, la donna che Dante ha amato e che nel poema diventa il simbolo della Grazia, il compito di accompagnarlo attraverso il Paradiso.

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