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- Data di creazione 28/02/2026
- Ultimo aggiornamento 03/03/2026
LA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE E LE INVASIONI BARBARICHE
All’inizio del V secolo gli Unni, un popolo nomade di stirpe mongolica, assalirono le popolazioni germaniche dell’Europa centro settentrionale. Queste si riversarono all’interno dell’impero romano, diviso in impero d’Occidente ed impero d’Oriente o bizantino.
La parte orientale, più ricca e meglio difesa, riuscì a respingere gli invasori.
Quella occidentale fu travolta. L’Italia fu invasa da Ostrogoti, Vandali e Unni; Roma fu saccheggiata nel 410 dai Visigoti e nel 455 dai Vandali.
L’ultimo imperatore romano, Romolo Augustolo, fu deposto nel 476.
Per gli uomini di allora questa data non rappresentò un cambiamento, per gli storici segna l’inizio di una nuova epoca storica, il Medioevo (età di mezzo), che terminerà, nel 1492, anno della scoperta dell’America.
Si trattò di migrazioni di interi popoli. Dove prima era l’impero di Occidente, sorsero nuovi regni. In essi erano presenti due popolazioni e due culture, la romana e la germanica: perciò furono detti regni romano-barbarici.
In Africa si formò il regno dei Vandali, nella penisola iberica quello dei Visigoti, in Italia quello degli Ostrogoti, in Gallia quello dei Franchi.
I Franchi si erano convertiti al cattolicesimo, a differenza degli altri barbari che erano ariani (cioè cristiani che non credevano nella divinità di Cristo secondo il pensiero di Ario, prete di Alessandria d’Egitto).

Centro Studi Primo Carnera a Pordenone