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- Data di creazione 28/02/2026
- Ultimo aggiornamento 15/04/2026
LA GLOBALIZZAZIONE DI FINE OTTOCENTO: TRA INNOVAZIONI INDUSTRIALI E VELLEITA' IMPERIALISTICHE
Nel periodo che va dall'ultimo ventennio dell'Ottocento alla Prima guerra mondiale, le maggiori potenze europee, gli Stati Uniti e il Giappone realizzano una espansione economica e politica di tale portata da determinare una pressoché completa spartizione del pianeta in domini coloniali e in sfere di influenza. L'assetto del mondo che ne deriva e per il quale poche potenze, per lo più europee, governano territori e popolazioni molto maggiori di quelli della madrepatria, durerà sostanzialmente fino alla Seconda guerra mondiale.
Per denominare nel suo insieme questo fenomeno storico, complesso e gigantesco, che ‘europeizza’ il mondo, viene generalmente utilizzato il termine imperialismo. L'imperialismo degli anni qui considerati si distingue dal colonialismo di tutte le età precedenti per la dimensione (tendenzialmente planetaria) e la rapidità (pochi decenni per il dominio dei tre quarti del pianeta) delle conquiste nonché per le modalità di intervento (militare e politico) che vedono in primo piano gli Stati colonizzatori e per gli estesi riflessi culturali connessi (ideologie nazionaliste xenofobe e razziste).
John A. Hobson, nel primo studio approfondito sull'imperialismo lo distingue dal colonialismo precedente innanzitutto perché, nella maggior parte dei casi, non comporta una vera e propria colonizzazione con flussi migratori di grandi proporzioni. Non produce cioè necessariamente l'effettiva espansione di uno Stato su un territorio assoggettato, quanto l'“espansione del suo potere politico” ovvero il controllo e il dominio, diretto o indiretto, sul governo, l'economia e, in senso ampio, la cultura del territorio colonizzato.

Centro Studi Primo Carnera a Pordenone