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  • Data di creazione 20/04/2026
  • Ultimo aggiornamento 22/04/2026

DA UN MONDO BIPOLARE (Guerra Fredda tra URSS e USA) ALLA CRESCENTE GLOBALIZZAZIONE, 1945-1991

Alla fine della Seconda guerra mondiale, i vincitori (anglo-americani e sovietici) si ritrovano in disaccordo e divisi sugli assetti geopolitici postbellici, sul patrimonio ideologico, sui valori proclamati, sui modelli politico-istituzionali e di sviluppo economico adottati.

L’URSS, ormai la principale potenza europea, è un paese comunista, a partito unico, con un’economia pianificata e centralizzata, un’etica anti-individualistica fondata su disciplina e sacrificio; gli USA sono una potenza mondiale, una democrazia dalle ampie libertà personali, con un’economia basata sul libero mercato e la libera iniziativa, un’etica individualistica, centrata sul successo personale.
L’URSS vuole veder legittimato il suo ruolo di grande potenza e sviluppare un campo socialista chiuso e autosufficiente; esige sicurezza ai propri confini attraverso il controllo dell’Europa orientale. Gli USA, che già prima della guerra erano la massima potenza, temono e vogliono contenere l’espandersi dell’influenza sovietica e dare vita a un mercato mondiale in regime di libera concorrenza e in un contesto internazionale di democrazie.
Nell’immediato secondo dopoguerra, gli interessi difficilmente conciliabili di URSS e USA, le diverse e per molti aspetti incompatibili visioni del mondo, i reciproci sospetti nonché la parallela tendenza a sopravvalutare la forza e le capacità l’uno dell’altro portano al formarsi di due campi antagonistici destinati a dar vita alla costituzione di un nuovo ordine mondiale bipolare.

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BIPOLARISMO POST SECONDA GUERRA M.
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