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  • Data di creazione 13/01/2026
  • Ultimo aggiornamento 14/01/2026

LA RIVOLUZIONE AMERICANA

La colonizzazione inglese nel Nord America si era sviluppata in larga misura al di fuori e al margine dell'intervento statale. Solo alcune colonie erano nate da iniziative regie; altre erano sorte con la lottizzazione di terre concesse dal re a grandi aristocratici e uomini politici che voleva ricompensare; altre colonie ancora erano state fondate da altri (gli olandesi a Nuova Amsterdam, poi New York; gli svedesi nel New Jersey) e inglobate nel tempo dalla corona britannica; un nucleo infine, quello vicino alla frontiera col Canada francese, era nato dall'emigrazione di dissidenti religiosi che intendevano sottrarsi all'autorità della Chiesa anglicana. Le tredici colonie costituitesi sulla costa atlantica del Nord America presentavano pluralismo religioso, pluralismo etnico (inglesi, scozzesi, gallesi, irlandesi protestanti, irlandesi cattolici, olandesi, svedesi, tedeschi, austriaci, boemi e moravi, svizzeri, francesi protestanti, qualche raro italiano e spagnolo, greco e portoghese, e gli africani, tra i quali un piccolo numero liberi) e pluralismo linguistico (in alcune colonie come la Pennsylvania la minoranza germanofona era consistente). Sia tra i dissidenti religiosi sia tra gli immigrati era abbastanza tenue la lealtà verso la Corona britannica: le colonie erano delle specie di repubbliche nelle quali i governatori mandati dal re contavano piuttosto poco e dove invece c'erano assemblee elettive spesso e volentieri riottose.

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