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- Data di creazione 19/02/2026
- Ultimo aggiornamento 30/04/2026
LA SITUAZIONE POLITICA NEL CORSO DEL CINQUECENTO: SPAGNA, FRANCIA E INGHILTERRA
La situazione politica dell’Europa del XVI secolo è un mosaico di diverse entità politiche: grandi monarchie nazionali, principati territoriali di tipo feudale, città libere, istituzioni che conservano invano aspirazioni universali. Da questa situazione di frammentazione si passerà, con tempi diversi nelle diverse aree, alla progressiva concentrazione del potere negli Stati nazionali.
I principali stati europei sono:
● la Spagna, che dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) comprende anche il Ducato di Milano oltre all’Italia meridionale e insulare (La pace di Cateau-Cambrésis è l’accordo stipulato fra il 2 e il 3 aprile 1559 tra Filippo II di Spagna ed Enrico II di Francia. Pose fine alle guerre d’Italia combattute tra la Spagna e la Francia per il possesso dei territori italiani. Riconobbe il dominio spagnolo in Italia che proseguì fino al Settecento);
● il Portogallo col suo impero coloniale;
● l’Inghilterra, in cui la regina Elisabetta I afferma la Riforma nella sua versione anglicana;
● la Francia, in cui la morte di Enrico II nel 1559 apre una grave crisi dinastica;
● l’Impero che Carlo V ha lasciato a Ferdinando I e che poi passerà a Massimiliano II (1564-1576);
● la Chiesa della Controriforma (Per Controriforma o Riforma cattolica si intende la reazione che la Chiesa cattolica oppose alla Riforma protestante iniziata nel 1517 con le 95 Tesi del monaco tedesco Martin Lutero, con l’obiettivo di riaffermare la propria autorità e combattere l’eresia. L’età della Controriforma durò sino alla seconda metà del Seicento.
Le tesi di Lutero criticavano la vendita delle indulgenze (cioè la Chiesa vendeva ai fedeli il perdono dei peccati) e la corruzione del clero, mettendo in discussione l’autorità papale. Il clero era accusato (anche da coloro che erano rimasti fedeli al cattolicesimo) di aver trasformato la fede cristiana nella semplice celebrazione di riti e pratiche superstiziose, mentre i pontefici sembravano occuparsi solo delle fortune della propria famiglia o del consolidamento politico e militare dello Stato della Chiesa. Era quindi fortemente sentita l’esigenza di una riforma che rimediasse agli abusi evidenti di una Chiesa che appariva troppo coinvolta nelle vicende mondane e troppo lontana dall’originaria vocazione evangelica).

Centro Studi Primo Carnera a Pordenone