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- Data di creazione 16/10/2025
- Ultimo aggiornamento 16/10/2025
LO STATO ITALIANO
Lo Stato italiano nacque nel 1861 con la proclamazione del Regno d’Italia in seguito alle guerre di indipendenza (Risorgimento). Il nuovo Stato unificò sotto un’unica legge diversi territori che nei secoli precedenti erano sempre rimasti divisi in più Stati indipendenti o posti sotto il controllo di potenze straniere.
Il periodo liberale (1861-1922) corrispose ad un periodo storico in cui il diritto di voto spettava ad una minoranza della popolazione.
La Costituzione del Regno d’Italia, lo Statuto Albertino emanato nel 1848 dall’allora Re di Sardegna Carlo Alberto, prevedeva un Parlamento formato da due Camere, di cui una soltanto (la Camera dei deputati) era eletta a suffragio ristretto; l’altra, il Senato del Regno, era di nomina regia.
Grazie allo sviluppo sociale e politico si verificò, nei primi anni del Novecento, una notevole estensione del diritto di voto, che restava però riservato solo agli uomini.
Per contrastare tale processo di democratizzazione si formò il partito fascista che con la marcia su Roma (1922) ottenne dal re che il suo capo, Benito Mussolini, fosse nominato Presidente del Consiglio.
Lo Stato fascista (1925-1943) abolì i diritti civili e sindacali e sciolse i partiti politici di opposizione. Tutti i poteri furono affidati al Governo e al suo capo.
La dittatura fascista ebbe termine nel 1943, nel mezzo della seconda guerra mondiale in cui l’Italia fascista era alleata della Germania nazista. Seguì il periodo della Resistenza contro i tedeschi che avevano occupato il nostro Paese e contro i fascisti che si erano riorganizzati nel Nord Italia formando la Repubblica sociale italiana.
Dopo la liberazione dai tedeschi (25 aprile 1945) e la fine della seconda guerra mondiale, gli elettori italiani si espressero con il referendum del 2 giugno 1946 a favore della repubblica (la monarchia aveva favorito l’avvento del fascismo). Nello stesso giorno fu eletta un’Assemblea costituente che elaborò il testo della nuova Costituzione repubblicana.
Alle elezioni del 2 giugno 1946 votarono, per la prima volta nella storia italiana, anche le donne: fu cioè introdotto il suffragio universale. Da quella data l’Italia può quindi essere considerata uno Stato democratico.
La Costituzione fu approvata dall’Assemblea costituente il 27 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1° gennaio 1948. Nella primavera successiva si tennero le elezioni per il nuovo parlamento (la Camera e il Senato) e fu eletto il primo Presidente della Repubblica italiana, Luigi Einaudi.
La Costituzione è la legge fondamentale della Repubblica italiana. I primi dodici articoli costituiscono i Principi fondamentali; la Parte I intitolata Diritti e doveri dei cittadini, tratta dei rapporti tra Stato e la società civile; la Parte II intitolata Ordinamento della Repubblica, tratta dell’Organizzazione dello Stato.
La Costituzione italiana è una costituzione rigida. Non può essere modificata dal Parlamento con legge ordinaria, ma solo attraverso una procedura più lunga e complessa.

Centro Studi Primo Carnera a Pordenone