{"id":896,"date":"2025-01-28T12:38:20","date_gmt":"2025-01-28T10:38:20","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaforma.centrostudicarnera.it\/?post_type=wpdmpro&#038;p=896"},"modified":"2026-01-25T15:15:22","modified_gmt":"2026-01-25T13:15:22","slug":"piero-della-francesca","status":"publish","type":"wpdmpro","link":"https:\/\/piattaforma.centrostudicarnera.it\/en\/download\/piero-della-francesca\/","title":{"rendered":"PIERO DELLA FRANCESCA"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt;line-height: 115%;font-family: 'Candara',sans-serif\">Piero della Francesca\u00a0(Borgo Sansepolcro, 1412\/1416 &#8211; 1492) venne definito <i>\u201cel monarcha de la pittura\u201d<\/i> dal grande matematico\u00a0Luca Pacioli, che era anche suo amico e che con queste parole intendeva omaggiare la statura del grande pittore. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 12.0pt;line-height: 115%;font-family: 'Candara',sans-serif\">Piero della Francesca \u00e8 uno degli artisti cardine del Rinascimento italiano: la sua pittura fatta di\u00a0armonia\u00a0e\u00a0geometrismo, luminosa, prospetticamente calibrata su di una costruzione matematicamente impostata, razionale, misurata in ogni singolo dettaglio<\/span><\/b><span style=\"font-size: 12.0pt;line-height: 115%;font-family: 'Candara',sans-serif\">, ha appassionato generazioni di amanti dell\u2019arte.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12pt;font-family: Candara, sans-serif\">Bench\u00e9 sia uno dei massimi artisti del Quattrocento, di Piero della Francesca\u00a0si sa relativamente poco. Ci sono per esempio dei punti oscuri sulla sua formazione: i primi documenti che lo riguardano risalgono ai primi anni Trenta, dopodich\u00e9 viene menzionato in un documento del 1439, quando era collaboratore di Domenico Veneziano, mentre nel 1445, a trentatr\u00e9 anni, gli viene gi\u00e0 commissionata la sua prima opera importante, ovvero il\u00a0<\/span><i style=\"font-size: 12pt;font-family: Candara, sans-serif\">Polittico della Misericordia<\/i><span style=\"font-size: 12pt;font-family: Candara, sans-serif\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt;line-height: 115%;font-family: 'Candara',sans-serif\">Ci sono poi diverse opere ricordate dalle fonti che sono per\u00f2\u00a0andate perdute e, inoltre, su diversi suoi dipinti la cronologia non \u00e8 sicura. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 12.0pt;line-height: 115%;font-family: 'Candara',sans-serif\">Fu poi artista itinerante, anche se viene associato al\u00a0clima culturale di Urbino, citt\u00e0 dove si trattenne tra il 1469 e il 1472: i suoi orizzonti per\u00f2 spaziavano oltre.<\/span><\/b><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><span style=\"font-size: 12pt;font-family: Candara, sans-serif\">Piero della Francesca \u00e8 stato uno degli artisti pi\u00f9 influenti del suo tempo, e la sua arte ha fornito suggestioni a molti pittori della generazione successiva, alcuni dei quali, come Luca Signorelli e Perugino, furono anche suoi allievi diretti, mentre altri, come\u00a0Antonello da Messina,\u00a0Giovanni Bellini, Melozzo da Forl\u00ec e\u00a0Raffaello Sanzio, sono comunque legati a Piero della Francesca. Anche per questa ragione, Pacioli lo riteneva il re dei pittori: con la sua definizione aveva infatti segnalato, <\/span><b style=\"font-size: 12pt;font-family: Candara, sans-serif\"><i>\u201cil grande influsso del pittore di Borgo su tutta l\u2019arte italiana dell\u2019Emilia e del Veneto, della Toscana meridionale, come dell\u2019Umbria, delle Marche e delle Romagne, dalla corte degli Estensi alla bottega di Giambellino, dalla turrita Cortona alla reggia di Federico da Montefeltro, dal tempio malatestiano alla cittadella forlivese degli Sforza e al santuario di Loreto\u201d<\/i><\/b><span style=\"font-size: 12pt;font-family: Candara, sans-serif\">. E da tutte queste terre, <\/span><i style=\"font-size: 12pt;font-family: Candara, sans-serif\">\u201csi estese la riforma pierfrancescana su Roma e Viterbo, su Napoli e Messina, dal palazzo Vaticano alla cappella Mazzatosta, dagli anonimi affreschi di Monteoliveto in Napoli alla pittura rinnovatrice di Antonello\u201d<\/i><span style=\"font-size: 12pt;font-family: Candara, sans-serif\">.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0cm;text-align: justify\"><b><span style=\"font-size: 12.0pt;line-height: 115%;font-family: 'Candara',sans-serif\">La\u00a0riforma di Piero della Francesca\u00a0\u00e8 in altri termini la sua pittura rigorosa e matematica, che avrebbe condizionato l\u2019arte di diversi grandi autori.<\/span><\/b><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piero della Francesca\u00a0(Borgo Sansepolcro, 1412\/1416 &#8211; 1492) venne definito \u201cel monarcha de la pittura\u201d dal grande matematico\u00a0Luca Pacioli, che era anche suo amico e che con queste parole intendeva omaggiare la statura del grande pittore. 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